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Banglanews parla di Emilio
Riportiamo un articolo apparso sul n. 411 del 7/4/2010 di Banglanews.
BANGLADESH
Bhuttahara… la nuova missione di padre Emilio di Bruno GuizziPadre Emilio Spinelli, Pime, nato nel 1946 a Cernusco sul Naviglio, è in Bangladesh da ben trentacinque anni.
È stato in molte missioni delle diocesi di Dinajpur e di Rajshahi, ma il suo nome resterà comunque sempre legato a Chandpukur.
Quando aveva preso possesso di quella sperduta missione esisteva soltanto una casa di fango, per i padri, ed una specie di cappella.
La terra tutt’intorno non era coltivata, anche per mancanza di acqua.
Ho visitato quella sua missione qualche anno fa e, sorprendentemente, dopo oltre venti anni di “cura continua” la natura, dopo lo sconsiderato disboscamento dei decenni precedenti, aveva ripreso possesso dell’area. Erano persino tornati scoiattoli e.. sciacalli.
Emilio infatti aveva piantato centinaia e centinaia di alberi e continuato a comprare terreni per farvi vivere i suoi parrocchiani.La missione era ormai ingrandita, con convento, una bella chiesa, la casa dei padri, la scuola, l’ostello delle bambine e quello appena costruito, dei bambini. Ben 350 bambini potevano così frequentare la scuola che, altrimenti sarebbe stata loro negata.
Il tutto anche grazie all’aiuto che Emilio riceveva dagli amici della sua Cernusco, che erano tenuti sempre al corrente delle attività dall’instancabile amico Sergio Pozzi.
Quando la missione è divenuta autosufficiente Emilio, in vero spirito Missionario (permettetemi la maiuscola), come d’altronde nel carisma del PIME, lasciava la sua missione alla chiesa locale, in cerca di una nuova avventura.
Ma quando arrivava a Chandpukur aveva meno di quarant’anni, ora ne ha più di sessanta! L’entusiasmo ( e il coraggio ) evidentemente non sono diminuiti, anzi….
Ed eccolo approdare a Bhuttahara, una sperduta località della diocesi di Rajshahi. Sono passati appena due anni dal suo arrivo ed Emilio mi ha assicurato che anche qui non c’era niente, tanto terreno incolto sempre per mancanza di acqua e tanta, tanta polvere.I villaggi circostanti sono prevalentemente Orao e, a differenza di quelli Santal, mostrano una certa incuria e trasandatezza, nessuno spazio per abbellire le case di fango, nemmeno a parlare di qualche fiore. I bambini a scuola? Non se ne parla nemmeno!
Emilio, come dicevo, è partito per questa nuova avventura missionaria appena due anni fa. Vive in una casa di fango ma ha già costruito un fabbricato che ospita le suore e le bambine, i bambini (non so come ha fatto ma sono già 240!) sono divisi tra questo nuovo fabbricato e due case di fango…. in attesa di un nuovo ostello, di cui ancora non si parla ma che verrà di certo.Una delle sue priorità è sempre stata quella della scuola ed ecco sorgere (con l’aiuto del Pime) una nuova costruzione che non è ancora finita ma, incredibilmente, già funzionante, almeno al piano terra.
E anche qui si respira la stessa atmosfera di gioia che avevo potuto constatare a Chandpukur: bambini contenti e sorridenti, responsabilizzati anche nei piccoli incarichi come quelli di annaffiare il giardino o di mettere in ordine.
Bhuttahara è già diventata parrocchia e, sono sicuro, tra qualche tempo sarà una delle più importanti missioni della diocesi di Rajshahi.
Ad Emilio un grande, grandissimo augurio per questa sua nuova missione!

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